Posted by: pichuneke | Diciembre 10, 2007

Palace of Augustus in Rome to Reopen

 

ROME (AP) — Emperor Augustus’ frescoed palace atop Rome’s Palatine Hill, one of the city’s famous seven hills, will partially reopen to the public March 2 after decades of restoration work, officials said Monday.Since the palace was closed in the 1980s, experts have spent at least $17.6 million to restore the porticoed garden of Rome’s first emperor and piece together precious frescoes that time had reduced to fragments. The palace was built in the first century B.C.

Groups of up to 10 people will be guided through the decorative marvels in Augustus’ studio and in the hall where the emperor received guests, as well as rooms in the nearby palace built for his wife, Livia.

“We can finally enter into these places that have been preserved for some 2,000 years,” said Rome Mayor Walter Veltroni.

Restoration of other parts of the residence will continue, officials said.

Augustus seized control in the power struggles following the assassination of his great-uncle, Julius Caesar, and ruled Rome from 29 B.C. until his death in A.D. 14. Revered by contemporaries as a wise and godlike leader, he ushered in a period of peace and prosperity for the empire.

The word “palace” comes from the name of the Roman hill, once the place of choice for Rome’s rich and powerful and today a treasure trove for archaeologists.

Last month, officials unveiled an underground grotto next to Augustus’ palace and believed to have been revered by ancient Romans as the place where a wolf nursed the city’s legendary founder Romulus and his twin brother, Remus.

The Palatine is honeycombed with ruins, from the eighth century B.C. remains of Rome’s first huts to a medieval fortress and Renaissance villas. The remains are fragile and plagued by collapses, forcing officials to close many of the sites to the public.

Fuente: http://ap.google.com/

ROMA - La cosa più straordinaria è lo ’studiolo’, intimo e prezioso, le pareti e la volta ricoperti da affreschi raffinati, con i decori a motivi architettonici, le figure delicate, l’equilibrio di colori che rimandano alla terra. Eccola la casa dove viveva Augusto prima di diventare imperatore. Scoperte alla fine degli anni ‘70, da Gianfilippo Carettoni, per anni oggetto di restauri minuziosi, queste sale saranno finalmente aperte al pubblico, annunciano insieme il ministro della Cultura Rutelli e il sindaco di Roma Veltroni, il 2 marzo. In tutto sono quattro ambienti (sebbene la domus fosse naturalmente piu’ grande), tre al piano di sotto, dove si è ricostruito un ingresso con una grande rampa, una sala da pranzo (oecus) e un cubicolo, uno al piano di sopra, accessibile attraverso un terrazzo, il cosiddetto studiolo, perché gli studiosi ritengono ospitasse lo studio privato di Augusto. L’epoca, ricostruiscono, deve essere quella tardo repubblicana, quando Augusto non era ancora imperatore. Anni più tardi, proprio per costruirsi una dimora più ricca, fu proprio lui a far seppellire questa casa, che forse proprio per questo si è conservata. Sono ambienti collegati tra loro e privi di finestre, che prendevano luce quindi solo dalla porta, con un affaccio allora su un grande giardino (oggi però sono chiusi da un muro d’epoca neroniana).

A decorarli, affreschi di grande qualità, ritenuti, sottolinea una delle restauratrici, “tra gli esempi più belli, insieme con quelli di Palazzo Massimo e della casa di Livia, del cosiddetto secondo stile”. Pitture raffinate, anche se in qualche modo domestiche, che nel tempo erano cadute in terra, ridotte in frammenti anche piccolissimi. E che sono state ricostruite, in almeno dieci anni di lavoro (il tempo passato è molto di più, ma gli interventi si fermavano spesso per carenza di finanziamenti) e certosina pazienza dagli esperti della sovrintendenza, che si sono succeduti. “Il puzzle più affascinante dell’epoca contemporanea”, commenta Rutelli. E anche il sindaco di Roma è strabiliato: “rendere pubblico tutto questo è un grande servizio per l’umanità”, sorride Veltroni. In tutto, precisa il soprintendente Bottini, sono stati spesi 1 milione e 540 mila euro a cui si aggiungono altri 250mila euro per la casa di Livia. In realtà proprio lo studiolo, seppure non ancora restaurato, era stato già aperto al pubblico per un breve periodo nel 1985. Ma è stata solo una parentesi. La vera apertura sarà a marzo, con il pubblico che dovrà essere accompagnato a piccoli gruppi da personale specializzato della soprintendenza. Si pagherà anche un biglietto di 8 euro, che servirà però per entrare oltre che in tutta la zona dei Fori (ora libera) anche al Colosseo e al Palatino. Resterà invece chiusa ancora per qualche mese, l’ala nord della casa di Augusto, quella con le celeberrime sale delle maschere e dei pini, già aperte anni fa al pubblico.

Qui i lavori sono ancora in corso, la riapertura sarà possibile alla fine del 2008, forse all’inizio del 2009. E un’altra riapertura è prevista,a fine 2008, per la casa di Livia, chiusa negli anni ‘90. Per il momento ci sara’ da godersi la casa di Augusto. Per la quale arriveranno anche i soldi di Maratonarte (3 milioni di euro da dividere nei sette siti per i quali è stata lanciata l’iniziativa) e i 300mila euro dell’americano World Monuments Found, che andranno a finanziare restauri pittorici. Rutelli e Veltroni insieme - con loro c’é anche Claudio Baglioni, che è stato uno dei testimonial di Maratonarte - sottolineano il merito di archeologi, storici, architetti, “i più bravi del mondo”. E ricordano la campagna di aperture che ha portato in questi anni a Roma, a far crescere il turismo del 35-40%. Anche in futuro, concludono, le novità sono assicurate, perché Roma, sottolinea Veltroni, “E come una meravigliosa scatola a sorpresa”.

Fuente: http://www.ansa.it/

Completa Galería Fotográfica:

http://www.repubblica.it/

Noticia en Español.

Responses

Es una noticia estupenda!. La imagen de la noticia en español es de una delicadeza soberbia.
Gracias, Pichuneke, por ofrecernos una información tan completa.

Como siempre me da palo poner medios españoles…

P.D.: En la imagen que dices se nota la mano larga de photshop…

Aquí tienes la fotografía sin retocar:

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/palatino-augusto/4.html

Leave a response

Your response:

Categories